07 agosto 2009

ANURAG KASHYAP: INTERVISTA ESCLUSIVA


(English text at the bottom)

Anurag Kashyap, il regista indiano membro della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2009, autore di apprezzatissime pellicole (Black Friday, No smoking, Dev D, Gulaal), nonchè sceneggiatore (Satya, Water) e produttore (Aamir), ha cortesemente acconsentito a rispondere alle nostre numerose domande, offrendoci la rara opportunità di dialogare di cinema hindi con uno dei suoi più talentuosi esponenti.
Kashyap ci ha raccontato come sono nate le idee per i suoi film, quali sono state le sue prime esperienze alla macchina da presa, le delusioni, le amarezze, le soddisfazioni e i successi. Ci ha illustrato gli aspetti salienti della nuova produzione cinematografica di Mumbai. E ci ha espresso il suo amore per il cinema italiano.

Parte prima: Anurag Kashyap e il suo cinema.

1 - Lei ha collaborato alla sceneggiatura di un capolavoro della cinematografia hindi, Satya. Quali emozioni prova oggi nei riguardi di quel film?
Kashyap: Penso tuttora che sia stato il miglior prodotto che abbiamo realizzato (non è una pellicola solo mia). Dico sempre che Satya è stato una scuola di cinema per me. Ci fu un grande lavoro di ricerca per il film, ma ritengo che quel modo di fare cinema sia andato gradualmente perduto.

2 - Lei ha diretto Black Friday e prodotto Aamir. Entrambe le pellicole trattano di terrorismo. Pensa che il cinema possa scuotere l'opinione pubblica - soprattutto in India - e indurla a riflettere su questo argomento?
Kashyap: Non so se possa rendere la gente consapevole oppure no. Ma può colpire alcuni spettatori. Mi auguro di poter scuotere le coscienze con i miei film, anche se so che purtroppo è quasi impossibile. La gente è egoista, nel senso che le persone sono troppo impegnate a sopravvivere e trattano queste cose come se non potessero accadere a loro. Il compito del cinema, quando è attento ai problemi politici e sociali, è solo quello di riflettere come uno specchio per mostrarci ciò che avviene intorno a noi. Non può fare di più. Comunque, con l'eccezione di Black Friday e di Aamir, tutti i film che ho girato trattano temi più personali.

3 - No smoking è probabilmente la più sperimentale pellicola hindi mai realizzata. In alcuni aspetti ricorda il gusto per il grottesco di Fellini. Qual è l'importanza di No smoking per un regista non convenzionale come lei?
Kashyap: Mi è piaciuto moltissimo realizzare No smoking. Nel 2007 è stato presentato al Festival del Cinema di Roma. E' il più personale dei miei film e quello che amo di più. E' la mia storia nel senso che ha rappresentato una battaglia contro le autorità, la moralità corrente e la censura. Gli indiani non lo hanno capito, e questo mi ha deluso. Dopo qualche tempo No smoking ha trovato una collocazione nelle scuole di cinema e ha incontrato il favore dei cinefili, ma la grossa distribuzione non lo ha ancora accettato. E' stato bello dirigerlo, ma sfortunatamente il suo flop al botteghino causò l'impossibilità per altri registi di realizzare progetti innovativi.

4 - Perchè ha scelto John Abraham per il ruolo principale? E' vero che lei aveva contattato la superstar Shah Rukh Khan, prima di proporre la parte ad Abraham?
Kashyap: John è stato l'unico ad aver capito il film e l'unico a volerlo interpretare. SRK mostrò interesse, ma non era sicuro che il progetto valesse la pena.

5 - La colonna sonora di No smoking è di certo una delle migliori prodotte negli ultimi anni. Com'è stata l'esperienza di lavorare col compositore Vishal Bhardwaj? Il fatto che Bhardwaj sia anche regista ha facilitato la vostra collaborazione?
Kashyap: Vishal non è stato solo il compositore musicale del film ma anche uno dei produttori. E' lui che ha reso possibile la realizzazione di No smoking. Vishal ha composto inoltre le colonne sonore di Satya e della prima pellicola che ho diretto, Paanch. Il mio rapporto con lui è sempre stato quello del Maestro e dell'irritante discepolo - ed io sono il discepolo. Io cerco di pressarlo, e lui finge di irritarsi anche se in realtà ama essere messo sotto pressione. Vishal ha dimostrato di aver fiducia in me più di chiunque altro. E' molto soddisfacente lavorare con lui perchè per i miei film trae sempre un nuovo sound dalla sua musica.

6 - Dev D è affascinante, sostenuto da una sceneggiatura straordinariamente fresca. Sappiamo che il soggetto è stato partorito da Abhay Deol, ma cosa l'ha motivata a svilupparlo in un film?
Kashyap: Mi ha ispirato il fatto che mi sia identificato col soggetto. Scrissi la sceneggiatura in un periodo non piacevole della mia vita. Stavo attraversando una separazione seguita poi da un divorzio. Ero depresso. Bevevo. Assumevo stupefacenti. E durante le riprese mi innamorai dell'attrice che ha interpretato il ruolo di Chanda (Kalki). Tutte le mie diverse e contraddittorie emozioni confluirono così nel film.

7 - Il lavoro più grosso è stato operato nella definizione dei personaggi. Non ha temuto di aver osato troppo?
Kashyap: E' successo tutto in modo molto naturale. Non sapevo che avrei dovuto temere qualcosa. Forse per ingenuità, o per innocenza. Ho fatto solo ciò che sentivo. Mi è semplicemente venuto così.

8 - Molti di noi non hanno ancora visto Gulaal. Potrebbe per favore presentarci la pellicola?
Kashyap: Ho scritto Gulaal nel 2001, nel mio periodo più arrabbiato, quando tutti i miei film venivano rifiutati e Water fu accantonato. Ebbi una grossa questione per ciò che concerneva la gestione da parte del nostro governo della libertà di espressione e per la situazione politica del Paese. Lasciai Bombay e mi recai nel Rajasthan. Nel lettore portatile avevo un solo cd, la colonna sonora di Pyaasa, e continuavo ad ascoltarlo. Da tutto ciò emerse Gulaal: una visione di come l'India fu immaginata dai poeti nel periodo prima dell'indipendenza.

Parte seconda: Anurag Kashyap e l'Italia.

1 - Lei ha spesso dichiarato di amare il cinema italiano. Potrebbe dirci quali aspetti della nostra cinematografia l'hanno emozionata di più?
Kashyap: De Sica. Vittorio De Sica ha fatto di me un regista. Fu una retrospettiva dei suoi film, nel 1993, ad ispirarmi. Avevo vent'anni, e prima di compierne 23 avevo già scritto la mia prima sceneggiatura, Satya. Allora ciò che maggiormente mi colpì fu il realismo. E il fatto che trovai gli italiani così simili a noi nel modo in cui gestivano la famiglia e la vita in generale. Più tardi scoprii Fellini e fu pura estasi. Il suo cinema mi mostrò che non esistevano confini e limiti all'immaginazione e all'espressione artistica. Non importa se ciò che esprimi è imbarazzante, infantile, non intelligente o incoerente: ciò che conta è che sia la tua voce, che venga da dentro e che sia percepita dal pubblico. Poi piano piano mi avvicinai ad Antonioni, Rossellini, Rosi e molti altri. La scoperta continua con Il divo, Gomorra, La meglio gioventù, eccetera.

2 - Cosa pensa del cinema italiano contemporaneo?
Kashyap: Mi piace Sorrentino e mi piacciono i suoi film. Fra i nuovi registi italiani è il migliore e la voce più potente. Mi è piaciuto molto anche Romanzo criminale di Michele Placido. Sua figlia ha interpretato una pellicola, Barah Aana, che è stata scritta dal regista di Aamir. La meglio gioventù, Il passato è una terra straniera, Mio fratello è figlio unico, Giorni e nuvole, per citare solo alcuni dei film più recenti che ho molto apprezzato. Mi piacciono persino i gialli degli anni sessanta e settanta!

3 - Secondo lei cosa accomuna il cinema italiano e quello hindi?
Kashyap: I legami familiari e il modo in cui le figure femminili vengono rappresentate sullo schermo.

4 - No smoking è stato presentato in prima mondiale al Festival del Cinema di Roma due anni fa. Le recensioni critiche furono tutte positive. Cosa ricorda di quell'esperienza?
Kashyap: Ne ho amato ogni secondo! I miei ricordi di Roma per quell'occasione sono gli unici bei ricordi riguardo a No smoking. Ero con mia figlia, e mi sono divertito moltissimo a mostrarle la città. Fu una settimana memorabile, e non dimenticherò mai l'accoglienza calorosa del pubblico.

5 - Lei sarà membro della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2009. Dev D e Gulaal saranno presentati fuori concorso. Cosa prova dinanzi alla prospettiva di partecipare così attivamente al festival?
Kashyap: Sono eccitato come un bambino, e tento di limitare il mio entusiasmo senza riuscirci. Il timore più grande è che tutti scoprano che dentro di me sono davvero un bambino, più un appassionato di cinema che un regista. Dev D è un omaggio indiretto a Fatih Akin, il cui film sarà presentato al festival (e che io vedrò in anteprima!). Jacques Rivette, Tornatore... Tanti registi che in vari stadi della mia vita mi hanno ispirato saranno a Venezia a presentare i nuovi lavori. Mi sentirò come un bambino in un negozio di dolciumi. Sono felice e orgoglioso.

6 - Secondo lei perchè il pubblico italiano dovrebbe guardare i film hindi? Potrebbe suggerire qualche titolo?
Kashyap: Gli italiani dovrebbero guardare i film indiani perchè possono avvicinare i due popoli. Suggerisco le opere di Bimal Roy e di Guru Dutt.

7- Ritiene che sia possibile sviluppare una seria collaborazione fra l'industria cinematografica indiana e quella italiana? Lei ha mai pensato di girare un film in Italia o di avvalersi di un cast o di una troupe in parte anche italiani?
Kashyap: Certo! E sta già accadendo. Sonal Kulkarni ha interpretato alcune pellicole italiane. Un regista italiano sta girando un film in India basato su un racconto indiano. Il nostro grande Maestro Mani Kaul sta progettando un film su Rossellini. Ci dovrebbe essere una maggiore collaborazione fra Italia e India. E ci sarà.

Parte terza: Anurag Kashyap e il cinema indiano.

1 - Il cinema hindi sta attraversando una fase di profondo rinnovamento. Pur conservando alcuni aspetti tradizionali, trae ispirazione dal cinema occidentale ma soprattutto sperimenta nuove strade. Secondo lei:

a) questo processo di rinnovamento quando è iniziato?
Kashyap: E' iniziato all'incirca con Bandit Queen. Ma all'inizio fu un processo lento. Negli ultimi tre anni si è trasformato in un vero e proprio movimento che coinvolge molti nuovi registi che non provengono dalle famiglie 'storiche' dell'industria cinematografica hindi.

b) in quale direzione si sta avviando?
Kashyap: Dipende da quanto coraggio mostreremo nel correre i rischi che vanno assunti. Sembra che il processo si stia indirizzando verso un'era di innovazione e di introspezione, e stanno emergendo molte voci inedite. Ma ancora difettiamo in produzione e in distribuzione, almeno per quanto concerne il nuovo cinema indiano.

c) quali tradizioni verranno abbandonate e quali nuovi aspetti saranno acquisiti?
Kashyap: Spero che supereremo lo stardom. Nel nuovo cinema indiano si vedranno più elementi che riguarderanno il nostro Paese e la nostra politica, le nostre lotte quotidiane e il nostro modo di vivere. Spero che anche il cinema di evasione possa acquistare maggiore rilevanza. Di sicuro non abbandoneremo le canzoni, le danze, le celebrazioni, ma saranno più significative. Il cinema di intrattenimento diventerà più realistico. E spero anche di poter realizzare i progetti che ho in mente.

d) quali sono i film e i registi (a parte lei) coinvolti in questo rinnovamento?
Kashyap: Fra i registi Vishal Bhardwaj, Aamir Khan, Rajkumar Hirani, Rakeysh Omprakash Mehra, Dibakar Banerjee, Nishikant Kamat, Navdeep Singh, Shimit Amin, Shriram Raghavan e molti altri.

e) dobbiamo aspettarci un'invasione del cinema in lingua hindi? Una nuova era in cui il cinema indiano dominerà il mondo rimpiazzando Hollywood?
Kashyap: Certo! L'ho sempre pensato. Il resto del mondo ha ormai esaurito i soggetti e le storie da raccontare, mentre noi stiamo ancora esplorando.

2 - Potrebbe raccontarci qualcosa della sua collaborazione col grande regista Ram Gopal Varma?
Kashyap: Ho scritto tre film per lui: Satya, Kaun e Shool. Varma ha ispirato l'intera nuova generazione di registi, me compreso. Ho imparato tutto quello che c'era da imparare su questo mestiere lavorando alla sceneggiatura di Satya.

3 - Lei ha scritturato due attori di grande talento per i suoi film: Kay Kay Menon e Abhay Deol. Cosa può raccontarci di loro?
Kashyap: Kay Kay e Abhay sono star: Kay Kay sceglie i ruoli più stimolanti, mentre Abhay sceglie i film più stimolanti. Ci sono molti altri grandi attori - non star - con cui ho regolarmente lavorato: Aditya Srivastava, Vijay Maurya, Deepak Dobriyal, Mahie Gill (potete ammirarla sia in Dev D che in Gulaal) e Kalki Koechlin.

4 - Delhi-6, diretto da Rakeysh Omprakash Mehra, sarà il terzo film hindi presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema. Cosa pensa del lavoro di Mehra? Alcuni hanno riscontrato delle similarità fra Aks e No smoking. Lei è d'accordo su questo punto?
Kashyap: Non posso dire che Aks mi abbia influenzato, ma in principio fui persino coinvolto in quel progetto. Comunque ho una grande opinione di Mehra, sia come regista che come persona, sia da un punto di vista sociale che intellettuale. Mi piacciono molto i suoi film, soprattutto Delhi-6 che è il mio preferito fra i suoi lavori.

5 - Aamir Khan è considerato una superstar hindi non convenzionale. Le piacerebbe lavorare con lui? E se sì, perchè?
Kashyap: Ci tengo a lavorare con lui, e spero di riuscirci nel mio prossimo progetto, Bombay velvet. Aamir è un uomo coraggioso che ha davvero cambiato la maniera in cui il pubblico indiano guardava al nostro cinema, e lo ha fatto semplicemente interpretando e sostenendo in ogni modo i suoi film.

6 - Guarda spesso film indiani non in lingua hindi? Se sì, potrebbe consigliarci dei titoli o dei registi?
Kashyap: Sì, lo faccio ogni volta che posso. Recentemente ho visto un grande film tamil, Subramaniapuram, e molte pellicole del nuovo cinema in lingua marathi che sta vivendo un periodo di rinascita.

7 - Ritiene che il cinema indiano non in lingua hindi possa provocare lo stesso impatto sul pubblico occidentale del cinema hindi?
Kashyap: Se ottiene le stesse possibilità di essere visto, sì. A volte penso che le cinematografie locali indiane abbiano maggior potenzialità e maggior coraggio di quella hindi.

Ringraziamo calorosamente Anurag Kashyap per la sua disponibilità ed affabilità. Vi invitiamo a visitare il blog personale del regista.
(Ringraziamo Aline per aver lanciato l'idea di proporre a Kashyap un'intervista e per aver brillantemente tradotto in inglese le domande. Aline ha pubblicato il testo originale anche nel suo blog, Hindi Cinema Blog).
(Ringraziamo Diana per aver tradotto i titoli dei film italiani citati da Kashyap).

Aggiornamento del 04.09.09:
- video della presentazione dei membri della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia
Aggiornamento del 28.10.09: il film in lingua tamil consigliato da Kashyap, Subramaniapuram, sarà presentato al Festival del Cinema Asiatico 2009 organizzato da Asiatica Film Mediale. Per saperne di più: clicca qui.
Aggiornamento del 01.09.10: Anurag Kashyap torna alla Mostra del Cinema di Venezia. Il 9 settembre 2010, in prima mondiale, verrà proiettato fuori concorso That girl in yellow boots. Per saperne di più: clicca qui.


ENGLISH TEXT

Anurag Kashyap will be at the Venice Film Festival 2009 as a member of the jury. Dev D and Gulaal will be screened there. Kashyap is an acclaimed film-director (Black friday, No smoking, Dev D, Gulaal), script-writer (Satya, Water) and producer (Aamir). He has kindly granted us an exclusive interview in which Anurag Kashyap introduces his cinema to our readers.

Part 1: Anurag Kashyap on his work.

1 - The script for the Hindi masterpiece Satya was co-written by you. What are you feelings for that film today?
I still feel that was the best work WE did. It wasn't my film alone. I always say Satya was my film school. There was a lot of searching in that movie, which I believe we gradually lost.

2 - You directed Black Friday and produced Aamir. Both films are on the subject of terrorism. Do you believe cinema may awaken the public opinion - particularly in India - to this issue?
I don't know whether it awakens the people or not. It does affect some. I hope we can affect the public conscience, sadly nothing does. People are selfish, in the sense that they are all trying to survive, they always treat such things as they do not happen to us. The job of cinema sometimes, when it is socially and politically conscious, is to just hold the mirror and show us what's happening around us. We can't do more than that. Except Black Friday and Aamir all the films I have made have largely been personal.

3 - No smoking is probably the most experimental Hindi movie ever made. Something in it seems reminiscent of Fellini's way of depicting grotesque situations or characters. What experience did No smoking represent for you as an unconventional film-maker?
I enjoyed making No smoking. It premiered at the Rome Film Festival in 2007. It was my most personal film, I cherish it more than most. More than all my films. It was my story in the sense it was about my battle with authorities with the morality and the censors. Indians could not read into it and that was disappointing. Over a period of time it has found its place in film schools and with film buffs but main stream industry still has not accepted it. I enjoyed making it but sadly what it did was that its failure at the box office led to a lot of filmmakers not being allowed to do their own thing. Any original voice was curbed owing to No smoking's failure.

4 - What made you cast John Abraham as the lead actor? Is it true that you asked superstar Shah Rukh Khan to play the main role before deciding to cast John Abraham?
John was the only choice who wanted to do it and understood the film. SRK showed interest but wasn't sure it was worth it.

5 - The soundtrack of No smoking is definitely one of the very best the audience has heard in recent times. Tell us a bit about the experience of working with composer Vishal Bhardwaj. Did the fact that he is also a film director facilitate your collaboration?
Vishal was not just the composer of the film, he was also one of the producers. He made the film possible. Vishal was also the composer of Satya and my first film as a director, Paanch. My relationship with him has always been that of a master and the irritant disciple. Me being the latter. I try to push him and he pretends being irritated but loves being pushed. He has shown more faith in me than most. It's always very satisfying to work with him because he always brings out a new sound to his music for my films.

6 - Dev D is an enchanting film with an extraordinarily fresh script. We are aware that it was based on a concept put forward by Abhay Deol. What motivated you to work on that particular project?
My identification with the subject inspired me. I was going through my own separation and divorce at the time and I was depressed and was drinking, abusing substance at the time I wrote it, and I also found love in the actress who played Chanda (Kalki) during the filming. All my various contradictory emotions flowed into the film.

7 - The development of the different characters in Dev D reflects intense dedication. Weren't you afraid of being too daring?
It all just happened naturally. I didn't know I was meant to fear anything. May be my naivete, may be the innocence. I just did what I felt and was feeling. It just came through.

8 - Many of us have not seen Gulaal, yet. Would you please introduce the film to us?
I wrote Gulaal when I was at my angriest in 2001. When all my films were banned and Water was shelved and I had this huge issue with the way our government dealt with freedom of expression and the political state of the Country. I went away from Bombay, to Rajasthan and on my walkman was only one cd, of Pyaasa. It kept playing in the loop. Gulaal emerged out of that. It is a take on what India has come to vis a vis how a free India was imagined by the poets, of the pre-independence.

Part 2: Anurag Kashyap on Italy.

1 - You have expressed your interest for Italian cinema in the past. Please tell us which aspects have touched you the most.
De Sica. Vittorio De Sica made me a filmmaker. It was a retrospective of his films in 1993 that inspired me to be a filmmaker. I was 20 then, by 23 I wrote my first film Satya. What touched me the most was the realism of it all then. How Italians were so similar to us in the way they deal with life and family and all. Later I discovered Fellini, and that was ecstasy. That showed me that there are no boundaries to imagination and no curb on what you want to say. It doesn't matter if what I say is embarrassing, juvenile, unintelligent or incoherent as long as it is my voice and it comes across. Then slowly I discovered Antonioni, Rossellini, Rosi and lot more. The discovery continues with  Il divo, Gomorra, The best of youth and all.

2 - What is your opinion on contemporary Italian cinema?
I love Sorrentino. I love his films. He is the best and most powerful new Italian voice. I also loved Michele Placido's Romanzo criminale. I saw it at Tribeca. His daughter acted in the film that was written by the director of Aamir. The best of youth, The past is a foreign land, My brother is the only child, Days and clouds are some of the recent films I liked very much. I even enjoy the giallo from the 60's 70's.

3 - What would you say Italian and Hindi cinema have in common?
Family bonds. And the way the women are in the films.

4 - Your film No smoking was world-premiered at the Rome Film Festival two years ago, generating rave reviews. What are your memories of that experience?
I loved every bit of it. My memories of Rome of No smoking are the only good memories of that film. My daughter was with me during that time and I loved showing her around. It was a memorable week and the great audience reception that I will never forget.

5 - You have been called upon to be a member of the jury at the next Venice Film Festival. Two of your films - Dev D and Gulaal - will also be screened off-competition. How are you feeling about the opportunity to participate so actively in the festival?
I am as excited as a child, and sometimes I find myself trying to curb my enthusiasm. Biggest fear is that everyone will findout that deep down I am a child, who is more a film buff than a filmmaker. Dev D is an indirect tribute to Fatih Akin, whose film is in the festival, which I will get to see before anyone in the world. Jacques Rivette, Tornatore. So many filmmakers who have at various points in my life inspired me are going to be there with their new films. I will be like a kid in the candy shop. I am happy and proud.

6 - Please, give us your opinion on why the Italian audience should watch Hindi movies. Are there any particular films you would suggest to the Italian audience as a maiden Hindi film experience?
Italian audience should watch Indian films because they will relate to them. They should discover Bimal Roy and Guru Dutt.

7 - Do you believe there is a possibility of developing a serious partnership between India and Italy in terms of film making? Have you ever given thought to shooting in Italy or with a partially Italian cast or film crew?
Absolutely and I believe it is happening. Sonali Kulkarni has acted in Italian films. An Italian filmmaker is currently making a film in India based on an Indian short story and our Grand Master Mani Kaul is planning a film on Rossellini. There should and will be more collaborations.

Part 3: Anurag Kashyap on Indian cinema.

1 - Hindi cinema seems to be undergoing an in-depth evolution. It treasures some of its traditional elements while it also takes inspiration from western cinema, but above all it is experimenting new paths. In your opinion:

a) when did this change start taking place?
Somewhere it started with Bandit Queen. But it was slow, but in last three years it has become a wave with a lot of new filmmakers who are essentially outsiders to this family business started making films.

b) what direction will it take?
That depends on how much courage we have to take the risks we should be taking. It seems to be heading towards an era of reinvention and introspection and a lot of new voices are emerging out of that, but we still lack the production and distribution backup to this new cinema from India.

c) which film traditions will Hindi cinema leave behind and what new elements will become a solid part of it?
Hopefully we will surpass stardom. You will get to see more of India and Indian struggles and way of life and politics in the new Indian cinema. Hopefully even the escapist cinema that we make will also have a relevance. We definitely won't leave behind our traditional song and dance and celebrations, but all else will be more meaningful and relevant. Its starting to get less fantastical and more real. And hopefully I will get to do what I want to do.

d) which are the films and the film-makers (apart from you) involved in this change?
There are Vishal Bharadwaj, Aamir Khan, Rajkumar Hirani, Rakeysh Omprakash Mehra, Dibakar Banerjee, Nishikant Kamat, Navdeep Singh, Shimit Amin, Shriram Raghavan and many more.

e) do you think it is possible that Hindi cinema will be taking the world by storm in the future, marking a New Era in which Indian cinema dominates, therefore replacing Hollywood?
Yes I have always had that belief based on the fact that while the world has exhausted their subjects and stories to tell, we are yet to explore ourselves.

2 - Please, tell us something about your work with the great director Ram Gopal Varma.
I wrote three films for him, Satya, Kaun and Shool. He was the man who inspired the whole generation of us who are making films today. I learnt what I had to while working on Satya.

3 - Two very talented actors, Kay Kay Menon and Abhay Deol, have starred in your films. Please, tell us about your experience working with them.
These are the two star actors I have worked with. While Kay Kay chooses the most challenging roles, Abhay chooses the most challenging films. There are many more great non star actors I have regularly worked with like Aditya Srivastava and Vijay Maurya and Deepak Dobriyal and Mahie Gill (who you will see in both Dev D and Gulaal) and Kalki Koechlin.

4 - Delhi-6, directed by Rakeysh Omprakash Mehra, will be the third Hindi film screened at the festival. What is your opinion on Mehra's work? Some of your followers have found similarities between elements of Aks and No smoking. Would you say that Aks influenced you as a film maker?
I wouldn't say Aks influenced me as a film maker, because at the beginning of it even I was involved with it. But I have a very high opinion of Rakeysh Mehra both as a film maker and as a social, intellectual person. I have very high regards for his films and especially Delhi-6, which is my favourite Rakeysh Mehra film.

5 - Aamir Khan is considered an unconventional actor in spite of being a huge Hindi film superstar. Would he be someone you would look forward to working with and why?
I want to work with Aamir Khan and hopefully I will in Bombay velvet. He is a courageous man who has truly changed the way our audience looks at our cinema, just by being part of such films and backing them all the way.

6 - Do you often watch Indian non-Hindi films? If so, which of these films and/or directors would you recommend?
Yes I do when I know of them. I saw Subramaniapuram, a great Tamil film recently and a lot of new Marathi cinema, that in recent times has seen a great resurgence.

7 - Do you believe that Indian non-Hindi cinema is capable of generating the same impact on western audiences than Hindi films have?
Yes. Provided it gets the same platform. Sometimes I believe the regional cinema in India has more potency and courage than the Hindi cinema.

We are extremely thankful to Anurag Kashyap for his kindness.
Anurag Kashyap's Blog.
(Thanks to Aline for her assistance in English. Aline's Hindi Cinema Blog).

September 04th, 2009:
- video: Anurag Kashyap at the Venice Film Festival 2009

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